Tae Know Do

Il taekwondo  è un’arte marziale coreana e uno sport da combattimento a contatto pieno nato fra gli anni ’40 e ’50 (nonché sport nazionale in Corea del Sud) basato principalmente sull’uso di tecniche di calcio, nonché l’arte marziale che conta il maggior numero di praticanti in tutto il mondo. Combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale, alla pratica agonistica soprattutto come sport olimpico, ma anche come esercizio ed in alcuni casi filosofia e meditazione. Nel 1989, è divenuto l’arte marziale più popolare al mondo in termini di praticanti. Il gyeorugi (/kjʌɾuɡi/), un tipo di sparring praticato nel taekwondo, è stato un evento olimpico sin dal 2000.

La finalità dell’aikido non è rivolta al combattimento né alla difesa personale, pur utilizzando per la sua pratica uno strumento tecnico che deriva dal Budo, l’arte militare dei samurai giapponesi; l’aikido mira infatti alla “corretta vittoria”  che consiste nella conquista della “padronanza di se stessi” (cioè la “vittoria su se stessi”), resa possibile soltanto da una profonda conoscenza della propria natura interiore. Con questo, il fondatore dell’aikido voleva affermare che per cambiare il mondo occorre prima cambiare se stessi e ciò significa che se si vuole veramente acquisire quella capacità , cioè di padroneggiare l’attacco proveniente da un potenziale avversario esattamente nell’istante e nella circostanza della sua insorgenza (nel Buddhismo Zen si direbbe: qui e ora), occorre aver preventivamente acquisito la capacità di padroneggiare pienamente se stessi. L’aikido, pur discendendo quindi direttamente dal Budo giapponese e pur conservando e utilizzando nella sua pratica tutto il bagaglio tecnico di un’arte marziale, non è tuttavia finalizzato al combattimento e quindi a un risultato di tipo militare o di difesa personale, come potrebbe apparentemente sembrare osservando la sua pratica dall’esterno sul piano tecnico, ma è finalizzato al risultato della scoperta e dello studio delle leggi di natura che regolano le dinamiche e le relazioni che entrano in gioco nel rapporto fra gli individui nell’occasione dell’instaurarsi di un conflitto e/o un combattimento fra di loro; a tal fine, pur utilizzando il patrimonio tecnico appartenuto alle arti marziali giapponesi, e pur simulando circostanze di conflitto e di combattimento, l’aikido non condivide la finalità dell’uccisione dell’avversario e neppure dell’offesa dell’avversario allo scopo di realizzare una difesa personale. L’aspetto dell’arte marziale e/o della difesa personale si riconducono all’aikido solamente in modo indiretto, quale elemento secondario della pratica.

Anche se osservando dall’esterno il bagaglio tecnico dell’aikido, l’esecuzione delle sue applicazioni tecniche dimostrino possedere una possibilità di un efficace impiego nel combattimento reale, in questo modo di considerare la pratica dell’aikido si perde di vista l’aspetto sostanziale di esso, che consiste nel fatto che il combattimento quale arte marziale e/o la difesa personale non è assolutamente la finalità di questa disciplina e qualora tale aspetto diventi, per un malinteso intendimento di questa disciplina, l’unico o comunque il principale scopo della pratica, ciò sarebbe completamente fuorviante dalla finalità perseguita dal fondatore stesso dell’aikido, Morihei Ueshiba. Chi pratica l’aikido secondo il suo corretto intendimento e finalità, è invece colui che ha maturato in sé l’obiettivo primario della pratica di una “disciplina interiore” e trasferisce questa finalità anche nella propria normale vita quotidiana, nel proprio modo di essere e di porsi verso altri, che è quello di colui il cui animo non si confronta.

Questo significa che, nell’avanzamento della pratica, l’aikidoka compie un percorso evolutivo nel quale il proprio spirito di competizione che inizialmente lo porta a lasciarsi spronare dal gusto e dal desiderio di confrontarsi con gli altri, man mano lascia il posto al gusto e al desiderio di confrontarsi con sé stesso, interiorizzando la propria pratica nell’impegno di superare sistematicamente i propri limiti a prescindere dagli altri: questo è il significato di possedere un “animo che non si confronta”, il quale si realizza quando lo spirito di competizione si è spostato dal confronto esteriore con gli altri al confronto interiore verso se stessi.

Solamente il trasferimento diretto della capacità fisica e concreta di esecuzione della tecnica al di là della sua razionalizzazione e comprensione intellettuale, ha la capacità di generare nell’allievo il corretto apprendimento della tecnica attraverso la ricerca dell’imitazione del Maestro, sia nel movimento del corpo sia nell’azione del kokyū impresso dal Maestro allo svolgimento dell’azione dinamica della propria tecnica. non si può trasmettere la conoscenza dell’Aikidō solamente con le parole ed i concetti, cioè con delle spiegazioni razionali di tipo cattedratico così come l’insegnamento è normalmente inteso da noi in occidente. Nella tradizione delle discipline orientali e dell’Aikidō in particolare, la trasmissione della conoscenza appartiene invece alla sfera più sottile e più profonda del sentire, cioè del proprio intimo modo di essere non solo sul tatami ma nella stessa vita quotidiana e del modo di porsi in relazione alla pratica.

Il Maestro deve dunque avere la capacità non solo di spiegare razionalmente ai suoi allievi le tecniche di Aikidō, ma deve soprattutto essere in grado di insegnarle attraverso la dimostrazione della dinamica del proprio corpo, nell’azione fisica e concreta di fornire l’esempio di come la tecnica deve essere eseguita.

Per questo motivo tradizionalmente la lezione di aikido inizia con esercizi di respirazione e concentrazione con cui il Maestro genera attorno a sé quella particolare atmosfera di empatia fra gli allievi e la sua persona che funge da stimolo all’emulazione e che induce l’allievo ad apprendere a sua volta il movimento con il proprio corpo per emulazione del Maestro, memorizzandola non con la mente e la memoria del pensiero ma nel corpo stesso, sedimentandola nella propria sfera istintuale attraverso l’azione eseguita dal proprio corpo nella ripetizione sistematica degli stessi movimenti, finché questi non diventino un’azione del tutto spontanea alla cui esecuzione non necessiti più il supporto del ricordo mentale e del pensiero.

Le armi utilizzate in aikido tradizionalmente includono:  (bastone di legno), bokken (spada di legno), e tantō (coltello). Oggi alcune scuole includono tecniche di disarmo. Viene insegnato, talvolta, a trattenere armi, integrando gli aspetti armati con quelli disarmati. Altri, come lo stile Iwama di Morihiro Saito, solitamente trascorrono molto tempo con bokken e jō, praticato rispettivamente sotto il nome di aiki-ken, e aiki-jō. Il fondatore ha sviluppato gran parte dell’aikido a mano nuda dai tradizionali movimenti di spada e di lancia, ma la pratica di questi movimenti non è solo finalizzata a favorire la maggiore comprensione sull’origine delle tecniche e dei movimenti, ma serve principalmente a rafforzare i concetti di distanza, movimenti dei piedi, presenza connessione con i propri compagni di allenamento.

I praticanti di Aikido,(comunemente chiamati aikidōka fuori dal Giappone), generalmente valutano i progressi raggiunti con la promozione attraverso l’avanzamento in una serie di “gradi” (kyū), seguito poi da un’altra serie di “gradi” (dan), nel rispetto delle procedure di esame formali. Alcune organizzazioni di aikido utilizzano semplicemente la cintura bianca e la cintura nera, per distinguere i gradi dei praticanti e per differenziare i gradi inferiori e superiori, anche se vengono utilizzati alcuni colori di cintura. I requisiti d’esame sono variabili, quindi un particolare grado all’interno di una organizzazione non è paragonabile o intercambiabile con quello di un’altra. Alcuni dojo non consentono agli studenti di poter far l’esame di dan se non si sono raggiunti almeno i 16 anni d’età.

STRUTTURE DOVE FARE TAE KWON DO


CENTRO TAEKWONDO OSTIENSE AS DILETTANTISTICA

Indirizzo: Via Cristoforo Colombo 112, 00147, Roma

Recapiti: 065740601

andrea.notaro@cri.it


A.S. DILETTANTISTICA TAEKWONDO TALENTI

Indirizzo: Via Bartolo Longo 4, 00137, Roma

Recapiti: 3492859498

talentitkd@gmail.com


ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA TKD COMPETITION

Indirizzo: Via Raffaello Nasini 14, 00156, Roma

Recapiti: 3389918307

aversanotkdguido@gmail.com


ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA SCUOLA TAEKWONDO TRICOLI SALARIO

Indirizzo: Via Della Bufalotta 23, 00139, Roma

Recapiti: 068861849

lorenzo_tricoli@fastwebnet.it


ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA TAEKWONDO MATTEI ROMA

Indirizzo: Via Della Casetta Mattei 153 L, 00166, Roma

Recapiti: 3283512870

taekwondomatteiroma@gmail.com

TAEKWONDO ROME TEAM – MASTER MINOTTI STEFANO

Indirizzo: Via Oderisi da Gubbio, 16, 00146 Roma

Recapiti: 392 048 4666

extremefighters1@gmail.com


SCUOLA MARZIALE TAEKWONDO HO SIN SUL

Indirizzo: Via Padre Lais Giuseppe, 9, 00142 Roma

Recapiti: 389 096 7651


A.S.D. TANGUN ROMA – TAEKWONDO ROMA –

Indirizzo: Via del Fringuello, 12, 00169 Roma

Recapiti: 339 464 0442

tangun.roma@gmail.com


HWARANG SPORTING CLUB

Indirizzo: Via Domenico Lupatelli, 1, 00147 Roma

Recapiti: 348 381 7798


JOYSPORT S.S.D. A R.L.

Indirizzo: Piazza Oreste Tommasini, 18, 00162 Roma

Recapiti: 06 860 4532

joysportroma@gmail.com

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